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asilo nido
L'asilo nido ha lo scopo di provvedere alla temporanea custodia dei bambini per assicurare una adeguata assistenza alla famiglia e anche per facilitare l'accesso della donna al lavoro nel quadro di un completo sistema di sicurezza sociale. Concorre con la famiglia alla crescita, cura, formazione e socializzazione dei bambini, salvaguardando il benessere psicofisico e sviluppando le potenzialità cognitive, affettive e sociali. (Legge 1044 del 1971)
L'asilo nido è rivolto ai bambini dai 3 mesi a i 3 anni suddivisi secondo l'età in sezioni diverse: piccolissimi, piccoli, medi e grandi.
Le figure professionali lavorano in èquipe all'interno del nido, hanno ruoli diversi tra loro , ma condividono lo scopo di creare un luogo capace di dare risposte adeguate alle molteplici esigenze dei bambini e alle loro famiglie: la COORDINATRICE (che può essere all'interno del nido oppure rappresentata da un gruppo di coordinatori in una sede staccata, occupandosi di più nidi); l'EDUCATRICE (che lavora a stretto contatto con i bambini); la CONSULENTE PSICOPEDAGOSISTA (si occupa dell'aggiornamento del personale dal punto di vista psicopedagogico); il PERSONALE AUSILIARIO (cuoca, custode, giardiniere..). E' importante che ci sia una FIGURA MASCHILE di riferimento per i bambini, per confrontarsi, giocare e perché l'ambiente nido non sia solo costituito da figure femminili che ricalgano la figura materna. Il PEDIATRA solitamente può essere interpellato per incontri con i genitori sulle malattie dei bambini, sull'aspetto igienico-sanitario.
Il COLLOQUIO con i genitori è di fondamentale importanza perchè si condivida lo stile educativo nei confronti del bambino. L'educatrice ha il compito di avere attenzione per il singolo bambino nel gruppo e di mantenere un dialogo aperto e costante con il genitore.
Il colloquio individuale tra educatrice e ciascun genitore è utile per conoscersi, per scambiarsi informazioni sulle abitudini familiari del bambino, su eventuali allergie, problematiche varie o dubbi psicopedagogici.
Il colloquio collettivo, con tutti i genitori della sezione è fondamentale per scambiarsi informazioni sul funzionamento della struttura, le attività che si intendono svolgere, il regolamento, gli orari, le modalità di inserimento.
l'INSERIMENTO dura circa due settimane ed è graduale, cioè man mano si chiederà alla mamma di allontanarsi sempre di più affinché ci si abitui all'ambiente nido senza timori da parte del bambino di essere abbandonato. E' normale che la mamma possa provare un senso di smarrimento o incertezza iniziale, per questo si deve instaurare una stretta intesa e collaborazione fra la mamma e l'educatrice, cosicché anche il bambino viva l'esperienza in modo sereno.
Il pianto è liberatorio per il bambino ed è il solo modo che conosca per reagire ad una situazione sconosciuta, quindi sarà compito dell'educatrice e della mamma fornire modalità al bambino per affrontare situazioni diverse, sarà poi il bambino a scegliere quella più opportuna.
Durante l'inserimento la mamma potrà osservare, evitando di interagire con gli altri bambini, se non espressamente richiesto dall'educatrice (potrebbe dare fastidio ad altri genitori o comunque non essere ritenuto un intervento educativo nei confronti degli altri bambini). Man mano che la mamma lascerà il bambino si chiederà di salutarlo, il saluto è importante perchè il bambino capisca, a seconda dell'età, che la mamma non lo abbandona, ma che tornerà a prenderlo (può essere utile il gioco del "cucù" proprio per capire che un oggetto o una persona che non si vede non è sparita del tutto, ma può tornare).
L'inserimento ha buon fine quando il bambino non piange, saluta il genitore che si allontana, si relaziona con i coetanei e l'educatrice, mangia, dorme senza difficoltà.
La ROUTINE giornaliera è fondamentale, perchè il bambino acquisisca sicurezza e man mano diventi sempre più autonomo in un ambiente a lui sempre più familiare.
L'entrata al nido è caratterizzata da un momento di ACCOGLIENZA, durante il quale i bambini salutano il genitore ed entrano nel mondo del nido, salutano i coetanei, l'educatrice e giocano liberamente.
Verso le 9,00 c'è un piccolo spuntino per i bambini che sono entrati al nido alle 7,30; si fa conversazione, si canta, ci si prepara all'attività della mattinata.
Alle 9,30 c'è il primo momento del cambio in bagno e poi si inizia l'ATTIVITA', suddivisa per sezione e per età dei bambini, secondo l'obiettivo che si intennde raggiungere.
Intorno alle 11.00 si riordina, si torna in bagno per la pulizia delle mani e ci si prepara per il pranzo.
Il momento del PRANZO è un momento educativo e formativo che il bambino più grande vive in base alle proprie esperienze familiari, diventa socializzante quando il bambino si rapporta e sperimenta nuove capacità di autonomia personale imitando i coetanei nella gestione delle posate, e provando nuovi cibi e nuovi sapori ( il menù settimanale viene appeso all'ingresso e a fine giornata si relazionerà al genitore ciò che il bambino ha mangiato). La zona del pranzo viene dotata di tavoli, seggioloni, seggiolini..
I bambini più piccoli allattati con biberon, hanno necessità di instaurare un legame profondo con l'educatrice che avrà saputo creare un'atmosfera tranquilla e di sicurezza attraverso una comunicazione verbale e non verbale. Dopo il pranzo c'è il momento del cambio, per i piccoli, pulizia denti per i più grandi e momento di svago e gioco libero.
Dalle 13,00 alle 15,00 circa il momento del SONNO, particolarmente importante, l'educatrice deve saper creare un rituale adatto ad ogni bambino, a volte su indicazione fornita dal genitore, per ricreare l'ambiente familiare. La zona della nanna deve essere predisposta con culle o lettini (paracolpi e carillon appesi) o brandine per i più grandi. Si possono utilizzare oggetti transizionali (bambole, peluche portati da casa, il ciuccio per i piccoli..), si possono cantare ninne nanne o melodie ritmate, cullare, dondolare i bambini; creando un'atmosfera rilassante, con luci soffuse. E' necessario che l'educatrice sappia riconoscere per ciascun bambino il ritmo sonno/veglia affinché il bambino stesso possa avvertire sicurezza e protezione.
Al risveglio momenti di gioco tranquillo, merenda e cambio in bagno.
Il momento del CAMBIO o dell'accompagnamento in bagno é anche'sso importante, si deve insaturare tra il bambino e l'educatrice una interazione perchè il bambino accetti di essere cambiato.
Nel pomeriggio fino a sera solitamente si propongono giochi liberi o attività meno impegnative.
La PROGRAMMAZIONE: le attività da proporre ai bambini devono essere programmate secondo obiettivi ben precisi, in relazione all'età dei bambini, al numero dei bambini nel gruppo, alle capacità di ogni singolo. Si individuano vaste aree di lavoro: psicomotoria, sensoriale, linguistica, grafico-pittorica, musicale, ludica, espressiva, igienico-sanitaria.
La programmazione annuale si mostra ai genitori ad inizio anno scolastico, poi si verificheranno in itinere e si attueranno modalità di correzione se occorrenti. A fine anno si farà una valutazione finale degli obiettivi raggiunti sia dal gruppo di bambini che per ogni bambino, e verrà resa nota al genitore.
Gli SPAZI: il nido è suddiviso in zone ben precise e raccolte, in base all' età dei bambini e alle attività da svolgere. La zona morbida è destinata ai più piccoli ed è costituita da cuscinoni, tappeti in gomma, colori vivaci ed una serie di giocattoli impostati sul riconoscimento, sul nascondino, sui sensi. In questa zona spesso si trova lo specchio e l'angolo del cucù. La zona dei libretti e delle figure dotata di libretti di varie consistenze e dimensioni, si avvìa all'attesa e all'ascolto di fiabe e favole o semplici storielle. L'angolo del cesto dei tesori nel quale il bambino può scoprire oggetti di uso comune quali mollette, mestoli , bottiglie, barattoli con tappo a vite per stimolare l'autonomia. La zona del movimento attrezzata con scivoli, scalette, castelli in gomma per i più piccoli e la zona del grande movimento per i bambini più grandi che troveranno altalene, tricicli, biciclette, scivoli, collegata al giardino per svolgere attività motorie o di esplorazione e conoscenza (coltivazione di un orto, crescita piantine), giochi con la sabbia, giochi di equilibrio, ecc. All'interno solitamente si organizza uan zona del gioco simbolico dotata di bambole, casette, macro costruzioni per l'imitazione. Inoltre è predisposta la zona della manipolazione attrezzata con tavoli, recipienti, materiali morbidi ( farina ,colore, acqua, didò..) e grafico-pittorica per i più grandi (fogli, pennarelli, colori a dita, stampini, ecc). L' angolo delle costruzioni e giochi in scatola per i più grandi è dotato di scaffali ad altezza del bambino secondo l'età per arrivare a prendere autonomamente i giocattoli. Infine si può trovare al nido la zona dell'espressione dedicata ai travestimenti,ai video, all'utiilizzo di strumenti musicalei, alle feste di compleanno, alla presentazione di spettacoli realizzati dai bambini più grandi o per la visione del teatrino di burattini o marionette.
Piccoli accorgimenti e consigli:
L'asilo nido dove la mamma si troverà bene e il bambino sarà felice di tornare, deve essere aperto alle novità, alla creatività, si deve poter vedere l'attività che svolgono i bambini (attraverso telecamere posizionate nelle diverse zone con video nella zona soggiorno dedicata ai genitori), i bambini nelle giornate di bel tempo devono essere portati in giardino. Un asilo chiuso che nasconde i bambini dentro quattro mura, con la scusa di tutelare da occhi indiscreti è da NON scegliere.L'asilo che propina foto di compleanno del bambino al nido da acquistare è da verificare..il bambino che si è divertito al nido esce con l'esperienza di una festa di compleanno che si legge sul viso e non solo con la foto ricordo...
L'asilo nido deve riprodurre il più possibile l'ambiente familiare e quindi offrire calore, serenità, tranquillità.
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ammalarsi al nido
In qualsiasi comunità i virus si diffondono più velocemente, soprattutto nei bambini più fragili, quindi è facile che si ammalino spesso.
Le malattie infettive che possono infettare i bambini sono tipicamente infantili, ma non è detto che tutti le prendano al nido. Alcuni bambini pur frequentando il nido non si ammalano delle stesse malattie infettive prese dai coetanei a loro più vicini.
Solitamente invece i bambini contraggono otiti persistenti, dovute al fatto che non sapendo soffiarsi il naso, il muco si ferma a livello dell'orecchio provocando appunto l'otite. In questo caso se batterica, quindi se il pediatra ha fatto il test, prescriverà l'antibiotico. L'antibiotico va preso fino alla fine del trattamento prescritto dal Pediatra anche se si denotano segni di guarigione, perché i batteri potrebbero essere pronti a fortificarsi e diventare resistenti col rischio di far riammalare il bambino.
Il bambino rimane spesso debilitato dopo il ciclo antibiotico e quindi più vulnerabile ad altre malattie che nel frattempo si sono verificate al nido.
Quindi posso consigliare di far guarire bene il bambino prima di riportarlo al nido e magari, se non si ha lapossibilità di prendere permessi lavorativi, di affidarsi ad un parente o ad una mamma con figli già grandi, che siano disposti ad occuparsi del piccolo malato per alcuni giorni.
Ovviamente il bambino deve prima aver conosciuto bene la persona a cui verrà affidato onde evitare traumi. In questo caso è ovvio che si deve instaurare un clima di intesa reciproca e fiducia fra il genitore e la baby sitter temporanea.
L'educatrice al nido non può somministrare farmaci al bambino, quindi sarà sua premura avvisare tempestivamente i genitori nel caso in cui il bambino abbia febbre o non si senta bene.
bacheca
Solitamente l'asilo nido dispone di bacheca sulla quale vengono apposti gli avvisi per i genitori, che riguardano anche le malattie infettive in atto, per mettere a conoscenza di tutti gli utenti (mamme in gravidanza, parenti con altre patologiche o fragilità) di quanto accade al nido.
Sulla bacheca inoltre troverete l'elenco dei cibi proposti giornalmente al bambino e le attività secondo la programmazione.
indipendenza e stima di sè
Aiutarlo a fare da solo, ripetere le esperienze secondo il ritmo del bambino, dialogare con lui, giocare seriamente (per il bambino è come un lavoro), diventare capace di scegliere con chi giocare, cambiamenti improvvisi non sono ben accetti nel ritmo della quiete di un bambino, scandire bene i tempi e ritmi di gioco, sonno, cibo aiuta la concentrazione e l'indipendenza.
togliere il pannolino
All'incirca dopo l'anno e mezzo, il bambino è in grado di controllare gli sfinteri, quindi l'educatrice può aiutare il bambino a riconoscere il sentirsi asciutto, sporco, bagnato e collegare lo stimolo. La conquista del controllo degli sfinteri è collegata ad una maturazione del sistema nervoso e da fattori psicologici vissuti in famiglia o con le persone che si occupano di lui.
Non tutti i bambini desiderano usare il vasino, alcuni lo prendono come un giocattolo, come un seggiolino per continuare indisturbati il loro gioco, altri invece preferiscono il riduttore da applicare direttamente sul water a casa (solitamente sono i secondi figli che optano per questa soluzione per imitazione dei fratelli più grandi o dei cuginetti), ma non esiste alcuna strategia applicabile ad ogni bambino, proprio perchè "unico e irripetibile", ogni bambino ha modalità proprie. Al Nido solitamente si facilita l'apprendimento all'uso del water perchè a misura di bambino, con orari ben precisi e tutti i bambini seguono le stesse indicazioni, quindi risulta più semplice per l'educatrice gestire la situazione.
E' importante anche in questo caso accordarsi con il genitore affinché la decisione di togliere il pannolino o "patello" segua le stesse modalità in famiglia.
attività alla rinfusa
Giochi di travaso, di riempimento e svuotamento, giochi di manipolazione, impastare, modellare, colorare, scarabocchiare, disegnare, stmpaare, ritagliare, incollare, lasciare impronte, giochi di psicomotricità, giochi di imitazione, giochi con libretti, filastrocche, canzoncine, giochi con gli strumenti musicali, giochi di animazione, giochi espressivi, giochi con utilizzo di materiali poveri...
obiettivi alla rinfusa
Coordinazione oculo-manuale, affinare la motricità fine, conoscenza del materiale e possibilità, riconoscimento percezione sensoriale, soddisfacimento del paicere di fare, piacere di sporcarsi, provare esperienza, riconoscimento del colore, piacere visivo per il segno lasciato, attenzione a forme e colori, controllo movimenti, coordinazione psicomotoria, favorire la deambulazione, il riconoscimento di sè allo specchio, l'autonomia, riconoscimenti logici, individuazione di forme, dimensioni, colori, caratteristiche, varianti topologiche, sperimentare la realtà, aumento lessico personale, riconoscimento nuovi oggetti, esplorazioen materiale, ambiente, acqusizione schema corporeo, concetto spazio-tempo, favorire la relazione, la comunicazione verbale e non verbale, l'osservazione, lo sviluppo del linguaggio...
piccole regole
I bambini vengono affidati solo ai genitori o a persone conosciute e presentate e indicate con delega scritta e firmata dai genitori.
Le educatrici non possono somministrare medicine.
Non è necessario presentare il certificato medico di riammissione al nido dopo la malattia del bambino, però è utile informare il nido delle malattie infettive che il bambino contrae e per le quali rimane assente.
fotografie e video- riprese
Per poter fotografare i bambini entrambi i genitori devono firmare l'autorizzazione (privacy) all'asilo. La responsabile dell'asilo potrà fotografare i bambini e consegnare le foto solo ai genitori diretti interessati dei bambini fotografati. Dove compaiono più bambini i genitori stessi dovranno autorizzare l'asilo a divulgare le foto anche agli altri genitori. E' bene evitare di divulgare foto e video su cd, dvd o altro che sia replicabile, a meno che non ci siano anche in questo caso, autorizzazioni firmate da entrambi i genitori del bambino..
Alle educatrici consiglio di fotografare i bambini di spalle mentre i giocano o si preparano alle attività e in caso di autorizzazione ad effettuare riprese, che poi le stesse siano tenute in asilo e non distribuite.
La legge sulla privacy tutela i bambini che siano riconoscibili anche se debitamente sfocati; quindi patti chiari e correttezza da entrambe le parti: genitori e responsabili del nido.
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