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le paure
DI
CHE COSA HANNO PAURA I NOSTRI FIGLI? COSA VOGLIONO DIRCI? COME
ASCOLTARLI SENZA ANGOSCIARLI?
PAURA:
Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che
può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o
prodotta dalla fantasia.
DISTINZIONE:
PAURA...richiede un determinato oggetto di cui si ha timore
ANGOSCIA...indica una certa situazione che può essere definita di
attesa del pericolo o di
preparazione allo stesso, che può essere sconosciuto
SPAVENTO...che designa lo stato di chi si trova di fronte ad un pericolo
senza esservi preparato, e
sottolinea l'elemento della sorpresa
PAURE DEI GENITORI:
1. Quando il bambino è piccolo le paure sono soprattutto rivolte allo
sviluppo fisico, agli apprendimenti progressivi,
allo stato di salute, all'instaurarsi di abitudini
2. Quando il bambino inizia la fase del rapporto con agenzie di
socializzazione (asilo nido, scuola materna, scuola..)
le paure sono soprattutto rivolte al processo dello
stare con gli altri ed al settore dell'apprendimento
3. Quando il bambino diventa adolescente le paure si rivolgono alla
persona del ragazzo che cresce, alle esperienze
nuove alle "sorprese" legate allo
sviluppo...
COME FRONTEGGIARLE*
1. CHE COS'E' LA RESILIENZA E COSA SONO I FATTORI PROTETTIVI.
La resilienza è la capacità di amministrare i propri rischi in modo da
resistere ai fattori negativi. In modo più specifico: in campo
socio-educativo, riguarda la capacità del soggetto di superare,
recuperare o creare adattamenti dinanzi agli ostacoli e alle avversità
della vita quotidiana.
Tali fattori procurano sostegno, protezione e miglioramento ai soggetti
che vivono in situazione di deprivazione. lti soggetti vivono in
situazione ad alto rischio e tuttavia non vengono sconfitti dagli
stessi.
I fattori protettivi sono il prodotto dei processi che alimentano
la resistenza agli stressor della vita quotidiana provocati dai fattori
di rischio e permettono al soggetto in condizione di vulnerabilità di
superarli. Sono:
- le risorse internet: i fattori di personalità. Sono soprattutto il
"buon carattere" del ragazzo, l'autostima e l'autocontrollo
(interno ed esterno).
- le risorse familiari: soprattutto in famiglie caratterizzate dal
calore umano, dall'affettività, dal sostegno emotivo, da una
ragionevole struttura e dalla consapevolezza dei limiti.
- le risorse del contesto: i ragazzi sottolineano il sostegno avuto
dalla fiducia che avevano deposto in qualcuno come un genitore, un
insegnante o un altro adulto significativo e la partecipazione a una
struttura sociale positiva (gruppi di riferimento). Ciò significa avere
un luogo al quale appartenere, condividere culturalmente miti, credenze
e rituali, sviluppare il significato della vita all'interno di un
progetto condiviso.
2. FATTORI DI
RISCHIO E FATTORI PROTETTIVI
Da uno studio dello psichiatra infantile MICHAEL RUTTER condotto anni fa
su un ampio campione di bambini e preadolescenti e sulle loro famiglie.
"esistono fattori di rischio gravi (cronico disaccordo tra
coniugi, povertà, sovrafollamento in casa, disturbi psichiatrici della
madre, criminalità del padre, esperienze di affido e periodi in
istituto, ecc); è però altrettanto vero che un solo fattore di
rischio non è quasi mai sufficiente a produrre un danno grave e
irreversibile.
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Quando invece i fattori nocivi sono due o più, e cronici (per
es. conflittualità permanente in casa, povertà, un genitore
alcolizzato), il rischio per i figli aumenta notevolmente, anche
se una buona percentuale di essi continua a resistere, senza mostrare
particolare squilibri a breve e a lungo termine".(o.c.pg.42)
3. FATTORI PROTETTIVI
- Buon attaccamento ai genitori nelle prime fasi della vita
- Immaginazione, creatività, distacco, nicchia protettiva, sogno ad
occhi aperti
- Competenze, capacità, hobby, interessi
- Dare senso alle proprie esperienze (transitorietà delle condizioni
stressanti), prefigurare evoluzioni positive
(cambiamenti); eventuale capovolgimento dei ruoli
- Evitare il vuoto affettivo (almeno un rapporto significativo);
amicizie
- Tratti caratteriali e personali (comunicativa, flessibilità,
altruismo)
- Cooperazione e interazione
- Valori, obiettivi, motivazioni, autostima, senso di efficacia
personale
- Capacità di posporre le gratificazioni; controllo, canalizzazione ed
espressione delle emozioni
- Gioco; senso dell'umorismo
4. CARATTERISTICHE DELLE PERSONE "RESILIENTI"
- Curiosità e attitudine giocosa
- Adattamento rapido
- Solida autostima
- Fiducia in se stesse
- Amicizia, affetti, relazioni d'amore
- Possibilità di espressione dei sentimenti
- Attesa/si attendono che le cose funzionino
- Empatia
- Ricorso all'intuizione e alla creatività
- Autodifesa
- Serenità e saggezza
- Tendenza a migliorare con il trascorrere degli anni (o.c. pag.46ss.)
(OLIVIERO FERRARIS ANNA -2003- La forza d'animo. Cos'è e come possiamo
insegnarla a noi stessi e ai nostri figli. Rizzoli- Milano).
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